22/03/2010
Primavera/2
Il vuoto della mente lascia spazio alla presenza del nostro sé profondo.
Provate il “Garden Experiment”:
Posizioniamoci comodamente su una panchina in giardino o in un parco e proviamo a rilassarci guardandoci intorno.. a questo punto, mentre noi crediamo sinceramente di stare contemplando le bellezze della natura, la nostra mente in automatico attiva la “facoltà critica” e comincia ad esercitare il suo giudizio su tutto ciò che ci capita sotto gli occhi: se siamo nel nostro giardino l'aiuola sarà bella con i suoi fiori multicolori, però dobbiamo ricordarci di concimarla, e il disegno non è proprio quello che volevamo; la siepe è verdeggiante, ma deve essere potata, il panorama è piacevole, ma oggi è un po' nuvoloso.. se siamo in un parco ammiriamo gli alberi secolari, ma forse fa un po' freddino, e guarda quella com'è vestita e senti quello stereo...
Come bambini viziati ci aggiriamo nel mondo vagliandolo secondo il nostro metro, etichettando come sbagliato e/o da cambiare tutto ciò che non lo soddisfa ed esaltando ciò che invece incontra i nostri criteri.
Siamo abituati a fare così, siamo convinti che vada bene e più che altro che sia l'unico modo.
Ma continuiamo il nostro esperimento..
Una volta riconosciuta coscientemente l'incessante attività di giudizio della mente, scegliamo coscientemente di lasciarla da parte, come un rumore di sottofondo (non sprechiamo energia per cercare di farla cessare, è un'impresa improba!) e concentriamoci sulle cose, vedendole come sono, vedendo i colori, sentendo il profumo.
Cerchiamo di rimanere nei cinque sensi, evitando di attaccare etichette: anche il giudizio positivo è pur sempre un giudizio, dunque viene dalla mente, dunque ci pone su un piano diverso rispetto a ciò che è.
Ciò che vediamo e sentiamo nel momento non è bello o brutto, semplicemente è; non è giusto oppure da cambiare, è come è e ci accetta.
A questo punto dovrebbe aprirsi uno spiraglio, per quanto debole dovrebbe aprirsi uno spiraglio di pace, come un senso di calore e pienezza all'altezza del cuore, e quel senso di rigidità metallica che spesso e senza accorgercene ci portiamo dietro e che abita proprio lì, gli lascia il posto.
Succede perché, essendo il mondo intorno il nostro specchio, ed avendo noi sospeso il giudizio, chiuso temporaneamente il nostro occhio impietoso ed accettato ciò che esiste solo per il fatto che esiste, la stessa indulgenza si riflette su noi stessi, che cessiamo improvvisamente di essere inadeguati e sotto il controllo censorio della mente.
Il vuoto della mente (del giudizio) lascia spazio per la presenza: adesso è il nostro sé profondo a specchiarsi in ciò che lui stesso contiene, ed è pace e grazia.
A questo non siamo abituati.
18:34 Scritto da: marina.bi | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Primavera
assaporiamo il vuoto e la presenza.
segue..
12:47 Scritto da: marina.bi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
